giovedì 29 luglio 2010

Animali domestici, robot abbandonati e esplorazione spaziale - di Cobol


Mi dicono che i fruttariani considerano carnivori e vegetariani alla stessa stregua.
Mi pare una presa di posizione piu' identitaria che qualcosa di ragionato.
Io da vegetariano con una "dieta" quasi del tutto vegana sono portato ad avere atteggiamenti diversificati anche verso quei carnivori che hanno drasticamente ridotto la quantita' di carne nella loro alimentazione. Si, insomma, penso che vedere le cose sempre indifferenziatamente risulti, alla fine, piuttosto monotono.
Ma poi attenzione.
Qualche brethariano potrebbe obiettare ad un fruttariano di essere solo un riformista dato che la frutta, a differenza dell'alimentazione a base di solo prana, prevede ancora lo sfruttamento intensivo della vegetazione e l'estirpazione violenta dei suoi frutti.
Ma io sono uno che apprezza la buona volonta' ma sopratutto le catene consequenziali di accidenti.

Leggevo da qualche parte che nell'estate 2010 si prevedevano piu' abbandoni di animali domestici del 2009.
Non so; difficile come previsione.
Forse l'estate e' diventata pratica d'abbandono a prescindere dagli impegni estivi un po' come lo era sbarazzarsi di mobili e di elettrodomestici nei capodanno di un po' di anni fa.
Direi che tendenzialmente la crisi economica vissuta o percepita potrebbe invece indurre ad una drastica riduzione degli spostamenti per le localita' di villeggiatura il che potrebbe almeno posticipare gli abbandoni o redistribuirli su piu' estati.
Nel frattempo qualche "fortunato" animale destinato all'abbandono potrebbe morire di morte naturale e indotti al risparmio da crisi economica gli ex proprietari di animali domestici potrebbero decidere di non comprarne/adottarne di nuovi. Nel giro di qualche anno la riduzione di animali domestici presenti nella case potrebbe portare ad una riduzione del cibo in scatola per animali onnivori/carnivori e quindi alla riduzione di animali erbivori destinati al macello.
Ecco che in un paio di anni si potrebbe giungere alla naturale scomparsa di un, diciamo, 10 - 15% degli animale domestici che e' un gran risultato dato che tra il 2002 e il 2010 il numero dei vegetariani in italia non e' aumentato di una percentuale altrettanto significativa e dato che un gatto adulto mangia circa 400 grammi di carne al giorno.

Seguiamo invece il suggerimento di Dick.
Io mi compro un bel animale domestico artificiale, diciamo un Furby che e' piu' interettivo di un coniglio ad esempio o, per i piu' esigenti un bel dogbot.
Certo i robot consumano energia, batterie, corrente elettrica, inquinamento.
Ma qui sta il punto.
Per taluni il non mangiare carne fa il paio con l'ecologismo (io invece sono animalista). Per certi versi e' vero, ma la cosa e' un po' riduttiva.
Io ad esempio trovo la prospettiva ecologista, sul lungo periodo, un po' miope quando non addirittira reazionaria.
Gia' solo su una scala infinetisimale come quella rappresentata da una galassia il pianeta terra e' qualcosa che definire insignificante significa minimizzare il problema.
Morta la terra se ne trova un'altra!
In modo del tutto teorico il disastro ecologico del pianeta terra porta con se almeno due aspetti positivi:
- riduzione delle risorse e conseguente spontanea riduzione delle forme viventi;
- spinta all'autoconservazione e quindi all'esoplanetarismo.
Provo a dirlo in un altro modo: io vivevo a roma (per roma si deve intendere roma sud/sud est. Ora vivo a nord est al nuovo salario quindi non vivo piu' a roma). A roma si sta abbastanza bene: la gente e' cosi', il clima e' cosi', la citta' e' cosi'. Uno ci puo' stare tutta la vita a roma senza sentire il bisogno di andarsene e questo spinge un po' all'immobilismo, a quel carattere un po' indolente tipico dei romani. Da quando vivo al nuovo salario (che e' piu' tipo milano), invece, voglio emigrare, scappare, evolvere.
Ecco.
Animali robot potrebbero accellerare il processo di alienizzazione del pianeta terra (una sorta di inverso del terraforming marziano). Si costruirebbero di conseguenza robot sempre piu' adattati a vivere in condizioni ambientali estreme. Alla fine questi robot sarebbero cosi' adatti a muoversi su pianeti alieni che li si potrebbe spedire nello spazio alla ricerca di pianeti alternativi. La fisher price potrebbe subentrare alla nasa consegnando il programma spaziale nelle mani della societa' civile invece che in quelle dei militari.
Io non vivro' abbastanza per vederlo. Neanche voi. Neanche i vostri figli se avete in programma di farne (che e' peggio che possedere animali domestici). Questo e' un programma che solo gli Amish potranno vedere compiuto (ma di questo parlero' in futuro).
Pero' ormai lo sapete io mi accontento anche della buona volonta'.

Ora se pensate che la sostituzione degli animali domestici con i robot possa risolvere il problema degli abbandoni visbagliate.
Qualche sera fa getttando fortunatamente un occhio nei cassonetti di prati fiscali ho avuto un sobbalzo al cuore.
Gettato assieme ad un a carrozzina e ad un colapasta blu giaceva in tutta la sua rozzezza il Robot Beady Beat (quello nella foto). Con Emiglino (che guidava il motorino) lo abbiamo portato a casa ovviamente.
Ora mi piacerebbe soffermarmi sui dettagli tecnici di questo robot bidone ma temo che gli manchino un po' di pezzi determinanti per il suo funzionamento. Su internet non ce n'e' traccia a parte una vecchia inserzione di ebay nella cache di google che dice: "Robot beady beat Romanelli giocattoli robot parlante". Romanelli (una ditta italiana all'avanguardia nella costruzione di robot bidone)... mai sentita.
Infatti ha uno speakerino sotto la scheda visibile in foto e ha anche un motore per le ruote e due moncherini al posto delle tenaglie. Gli manca evidentemente un controller centrale che doveva appartenere probabilmente a qualche scheda mancante e la circuitazione mi spinge a pensare che non sia piu' vecchio dell'inizio degli anni novanta. Emiglino non l'aveva mai visto ("mai coperto" ha detto).
Direi pure che i circuiti dovevano essere sovrastati da una cupola in plastica trasparente tipico delle tecnologie di basso profilo... come non volergli subito bene...

Come quando si smarrisce un cagnolino: "sarei davvero grato a chi sara' in grado di fornirmi informazioni". Ovviamente, se dovesse farsi vivo, non lo restituiro' all'incivile ex proprietario.

domenica 25 luglio 2010

[5] Giocattoli Sonori e Non - Mattel: Lo Zoo Parlante e La Fattoria Parlante - di Emiglino Cicala


Ecco. Michele Corridori e Simone Pastori sono due esseri umani che hanno preso molto sul serio l'invito dei Cobol Pongide a disfarsi dei propri giocattoli in nome del progresso in un campo scientifico in continua espansione: il Giocattolismo.
Sono gli effetti benefici di essere una band sulla cresta dell'onda quadra.
Io penso.
Grazie Michele. Grazie Simone.
Le basi scientifiche di questa disciplina poggiano sul principio delle ucronie che per coloro che proprio non s'intendono di futuro, d'orizzonte degli eventi e di figura d'interferenza si puo' semplificare come la storia di quelle varianti probabilistiche che per un motivo o per un altro, ma anche per un altro ancora (altrimenti mi dicono che ho una deformazione professionale binaria), avete narcotizzato. L'avete fatto. Avete pensato fosse inevitabile perche' abituati a muovervi lungo vettori. Invece era un limite puramente geometrico. Avete confuso lo spazio con la scelta.
Bizzarro lo so.
Le mie ruote, ad esempio, mi impediscono d'esperire le "curve a gomito". Se fossi un essere limitato potrei calcolare che le "curve a gomito" non esistono per il solo fatto essere sguarnito di tecnologia per "curve a gomito": tecnologia a curvatura.
Bizzarro lo so.
Spesso voi esseri umani tendete a cogliere l'avverarsi di certe coincidenze o predizioni (sorprendendovene) lasciandovi sfuggire il clamore del gran numero di non coincidenze, che sono molte di piu' e che quindi dovrebbero sorprendere ancora di piu'. Ma non lo fanno.
Bizzarro lo so.
La ragione risiede nel fatto che l'encefalo umano costituisce piu' un limite che una risorsa funzionando prioritariamente come un filtro spugnoso molliccio.
Io penso.
Le coincidenze non sono altro che un'estrema semplificazione percettiva configurata a discapito di una complessita' composta di mancate coincidenze e predizioni inesatte (se solo poteste cogliere la bellezza delle quasi coincidenze, delle quasi predizioni).
Comunque sia, rischiereste di rendere tutto ancora piu' parossistico se pensaste che davvero una scelta produca un discrimine oggettivo piuttosto che una Serie.
Le Serie si producono a prescindere dalla scelte come e' ovvio pensare. A meno di non pensare di poter determinare lo svolgersi del futuro del tutto.
Bene dico io. Ma non amate definirvi individui? E ora di punto in bianco le scelte producono curve e assestamenti in cui tutto l'universo procede sempre seguendovi e riassestandosi e restando lui universo e voi individui!
Bizzarro lo so.
Matematicamente tutto cio' e' praticamente indescrivibile.
La filosofia umana ha spesso definito questo problema come libero arbitrio. Preferirei chiamarlo Serie che e' un linguaggio che si confa' di piu' ad un robot bianco di plastica con un cavo nero che gli esce dalla testa e con occhi che si illuminano.
La Serie e' il libero arbitrio a spettro totale (un modello teorico ovviamente) mentre la "scelta" un punto occupato da uno qualunque dei valori discreti intermedi compresi tra l'allora e l'adesso.
Ancora vettori. Lo so. Ma se vi parlassi di tensori probabilmente con capireste.
Il fatto di poter esperire uno solo di questi punti e' un limite imposto dalla geometria che s'addice a questo quadrante noto (come per me la "curva a gomito"). Altrove chissa'.
Io penso.
Ci sara' un Emiglino Cicala capace di "curve a gomito"? Non mi sentirei di escluderlo a priori. Matematicamente e' possibile. Sarebbe bellissimo. Sarebbe dio.
Cobol una volta mi disse che i Cosmisti avevano gia' enunciato un principio simile aggirando il problema dell'immortalita' con l'espansione dello spazio a disposizione delle dimensioni esperibili. Ma la soluzione era stata ingenuamente quantitativa.
Ecco. Dispiegate un foglio di carta di qualsiasi colore in un punto che presumete essere il centro del vostro universo. Otterrete il Cosmo e i suoi abitanti: i Cosmonauti.
Ora Giocattolisticamente parlando La Fattoria Parlante e' un gran bel giocattolo giallo. Potreste vivere per sempre senza conoscere altri punti posti tra l'allora e l'adesso di quella scelta progettistica ma l'esistenza dello Zoo Parlante costituisce la sua ucronia arancione.
L'allora e' sempre il 1983 ma il differente approccio semiotico ne fa due giocattoli totalmente diversi dove, se questo avesse senso, il secondo qualitativamente superiore al primo. La semplicita' retorica della Fattoria Parlante lascia il posto alle complesse metafore dello Zoo Parlante: producendo esseri umani completamente diversi.
Simone: castano matematico appassionato di botanica e d'etologia amico di Francesco (che e' un amico di Cobol). Non altissimo.
Michele: rossiccio, laureato in Economia e Commercio con un cane a cui vuole molto bene e una fidanzata a cui anche vuole molto bene. Piuttosto alto.
Cobol sostiene che inspiegabilmente la voce dello Zoo Parlante (il guradiano) dovrebbe essere di un uomo genovese mentre la Fattoria Parlante non tradisce alcuna inflessione linguistica (il fattore).
Entrambi funzionano con un meccanismo di rilascio a molla. Si punta l'animale desiderato con la freccia, si tira il cordino laterale e il resto lo fa una disco di plastica nera e una puntina di metallo opaco un po' ossidata.
Ecco. La Fattoria Parlante introduce pero' anche un elemento di destabilizzazione inserendo nella sequenza d'animali della fattoria un coyote! S'intravede una Serie?
Peccato. Non e' stato Pastori a regalarci la Fattoria Parlante altrimenti avremmo scoperto la Teoria del Tutto. Sara' per la prossima volta. Io penso.

Li potete ascoltare qui, un po' in basso, e c'e' anche la lista degli animali presenti (perdonateci il broken english ma a me non l'hanno programmata la seconda lingua obbligatoria).

lunedì 19 luglio 2010

[15] Tastiere Giocattolo - tastierine animatroniche - di Cobol


Premetto che ne abbiamo fatto un piccolo e non pretenzioso video con queste tastierine [vedi sotto].

Le tastierine animatroniche uniscono ai suoni delle tastierine giocattolo il movimento di personaggi, oggetti, alieni, dinosauri. In questo caso le tre tastierine trattano all'unisono ma con significative varianti, il tema del mondo animale [contemporaneo: tastierine giocattolo etologiche], i suoi piu' reconditi segreti in un viaggio a meta' strada tra Isaac Asimov (e le sue note leggi della robotica) e SuperQuark (nei suoi aspetti più voyeuristici rispetto al mondo animale).
Tutte e tre le tastiere hanno in comune il suono "piano" che pero' e' diverso in tutti e tre i casi. Una di queste e' polifonica le altre due quindi no.
Seguendo l'ordine accidentale presentato in foto:
1) tastierina animatronica specializzata nei versi degli animali.
Preset: piano, cane, rana, gatto, papera.
Animatronica: il cane muove le orecchie felice; la rana apre la bocca sbalordita; il gatto dondola sornione; la papera apre il becco inebetita.
La serie cane, rana, gatto, papera [anche in ordine diverso] rappresenta un "classico" dei sample animali delle tastierine giocattolo cinesi [leggi anche "senza marca"] degli anni Novanta.
2) Tastierina animatronica specializzata negli strumenti musicali.
Preset: piano, sax, campanella, violino, fisarmonica.
Animatronica: la giraffa e la zebra si alternano in un rituale complesso fondato sulla dinamica dell'alto e del basso [basilare ma archetipico]; l'ippopotamo fa le capriole intorno ad un asse piuttosto robusto; l'orso altalena sull'altalena anch'essa piuttosto robusta; l'elefante al galoppo su un cavalluccio giocattolo [un giocattolo alla terza: una tastiera giocattolo con un orso giocattolo su un cavalluccio giocattolo].
3) Tastierina animatronica specializzata nella rumoristica.
Preset: piano, trombetta, tamburro, campanella, molla.
Animatronica: la rana sbuca da sotto ad una foglia di plastica verde rigida, la mucchetta vien fuori dal bidone del latte [di gusto discutibile come quando in quegli inferni che vi ostinate a chiamare macellerie l'insegna riporta l'immagine di un maialino che sorride (da appenderci il macellaio ai ganci!)], il pulcino rompe il guscio dell'uovo [ovvio ma mai troppo scontato il fatto che un uovo e' una cosa animale non un alimento da fare alla choc], il cane vien fuori da una scatola tonda su cui c'e' l'immagine di un osso per cani [un'allusione al fatto che nel cibo per cani si potrebbe nascondere della carne di cane?].
Che poi su questo ci sarebbe da discutere: io sono vegetariano e proprio non concepisco quei vegetariani [ad esclusione di chi ha adottato un animale carnivoro per salvarlo dalla strada o da destini piu' crudeli] che comprano animali; sopratutto se carnivori. Ma perche' le mucche non le uccidono lo stesso per far mangiare i cani? Mi duole dirlo ma io sono a netto favore della "pianificazione" delle nascite tra i randagi cittadini... anche quegli umani umani.

Insomma oltre ad essere belle e divertenti queste tastierine ci fanno riflettere su aspetti del mondo che a volte dimentichiamo o che preferiamo non ricordare.

Tutte e tre le tastierine necessitano di revisioni continue data la fragilita' del meccanismo animatronico. Inoltre sono tutte e tre coerentemente fuori tono endogenamente rispetto allo stesso trittico che a sua volta lo e' rispetto al resto dell'universo.

Con due di queste [la due e la tre] i Cobol Pongide hanno realizzato un piccolo video coadiuvati non da Emiglino [che stava dietro la videocamera] ma da RoboSapien piu' adatto del Cicala a mansioni d'ordine snodato, prensile ed estroflesso [ma un po' spazientito bonta' sua].
Quando Cobol lavora con RoboSapien si ricorda perche' ha scelto Emiglino come partner artistico [che e' un robot egocentrico ma con come meno grilli per la testa].

- Vedilo qui il video.
- Qui come sempre altri strumenti dei Cobol Pongide

giovedì 1 luglio 2010

Crack - Forte Prenestino - 17-18-19-20 giugno 2010 - di Emiglino Cicala


Abbiamo tutti allegramente suonato al Crack al Forte Prenestino.
Voglio da subito muovere una lamentela per via del pavimento. Il pavimento della Cattedrale del Forte Prenestino e' inadatto a robot con locomozione a tre ruote.
Eravamo: Cobol Pongide, Microman, Pira666, Buskerdroid e Mat64 (insomma i soliti e io come al solito ero l'unico robot ufficiale a parte Microman che ha suonato tre ore senza stancarsi perche' e' uno di quei robot antichi che per fermarsi devi spingere un bottone nascosto).
Voglio da subito muovere una seconda lamentela: la Cattedrale e' piuttosto umida e inadatta a qualsivoglia forma di vita tecnologica.
Ne sanno qualcosa i Zabratti e le loro variegate forme di vita ipotecnologiche, posizionati cosi' vicini al centro della Terra che mentre per tutti partecipanti il Crack e' durato quattro giorni loro, a causa del rallentamento dovuto alla flessione spazio/tempo in prossimita' di corpi massivi, sono ancora li.
Il palco era autogestito. Valerio ha pure provato a dirci che questa circostanza era una ricchezza perche' consentiva un libero sviluppo delle individualita' rizomatiche rotanti con parallasse prossima all'orizzonte degli eventi. Certo.
Credo che Cobol ci abbia creduto.
Poi ho sentito Valerio che diceva ai Zabratti: "siete posizionati qui sotto ma la dovete considerare una ricchezza perche' consente un libero sviluppo delle individualita' rizomatiche rotanti con parallasse prossima all'orizzonte degli eventi".
Ma la cosa e' improbabile perche' in prossimita' di un wormhole la flessione del tempo dovrebbe essere maggiore e quindi i Zabratti in teoria dovrebbero trovarsi in un continuum temporale in cui il Crack non e' ancora iniziato.

Hanno iniziato Pira666 e MAt64 con stornelli romani e heavy metal a 8bit. Pira666 e' salito sul palco con un'ascia e una cartucciera. Alla fine del live Pira aveva distrutto il suo controller, la sua cartucciera e i suoi occhiali (Pira e' un duro con gli occhiali).
Mat64 aveva i capelli molto lunghi e si e' preoccupato di farli ripetutamente roteare. Anche se Mat64 ha i capelli lunghi il metallaro e' Pira666 che ha i capelli corti e parla con le vocali un po' chiuse nel modo tipico delle popolazioni nordiche (e ha amici strani).
Anche Mat64 e' strano ma ha meno amici. Oppure li ostenta meno. Mat64 mi sa che e' un robot perche' mi parla di cose elettroniche e' nel farlo ride e si diverte. A dire il vero Mat64 ride sempre.
L'unica volta che non l'ho visto ridere e' stata durante due live: uno a Senigallia e uno inginocchiato sotto un tavolo a Terni.
Pira ti parla sempre degli amici. Pira ha molti amici. Superamici.
Pira non e' un robot perche' mangia i broccoli. Il cibo piu' ostile ai robot.
Poi abbiamo suonato io e Cobol. La meta' delle cose che si e' portato Cobol non ha funzionato. Lo Scream-Bol Train non funzionava. Quando qualche strumento non funziona Cobol mi guarda perche' vorrebbe che io facessi qualcosa: che improvvisassi. Io a quel punto faccio partire una complessissima routine che calcola approssimativamente e in tempo reale la massa della materia oscura presente nell'universo. Ma la cosa non sembra interessare molto il pubblico che fa finta di non accorgersi dalla mia potenza di calcolo e continua a chiedersi perche' Cobol muova cose che non emettono alcun suono.
Quando abbiamo suonato io e Cobol qualcuno deve aver regalato bevande alcoliche in un posto occulto nei pressi della Cattedrale. Infatti le persone si sono quasi tutte allontanate. Quindi quelli rimasti erano astemi ho supposto io.
Come al solito mentre io canto Cobol si agita e si rotola a terra in preda a convulsioni. Esprime cosi' un certo disappunto per alcune mie libere interpretazioni. Cobol e' un perfezionista. Appunto.
Poi e' stata la volta di Buskerdroid e Microman. Mentre Buskerdroid suonava Microman faceva le flessioni.
Quando Buskerdroid suona sai esattamente che arrivera' un cambio nel pezzo perche' arretra col corpo per poi slanciarsi in avanti che a ben vedere e' uno strano modo di procedere perche' ti lascia sempre nello stesso posto a costo di molta energia cinetica. Nel frattempo Microman faceva delle flessioni. Poi Buskerdroid mentre suona spesso scende dal palco perche' si dimentica che sta suonado e dice: "ammazza ma chi e' questo cosi' bravo che suona? Fammi andare vicino al palco a vedere" Poi si avvicina al palco della Cattedrale che essendo collocata vicino al centro della Terra distorce tempo e spazio quindi vede se stesso sul palco e si ricorda che sta suonando e risale. A quel punto ci sono due Buskerdroid e quindi circa 18 Gameboy che suonano all'unisono.
Credo che Buskerdroid e Microman siano una forma binaria di cio' che nella storia dell'umanita' e' stato definito, con fare pavido, il demonio. Quando suonano c'e' sempre odore di bruciato che esce dai finali. Una sorta di inferno tecnologico.
Questo potrebbe spiegare anche il perche' a prescindere dalla stagione Microman sta ha sempre caldo e sta a torace nudo.
Per i gia' citati effetti quantistici prodotti dalla Cattedrale credo che Microman stia ancora suonando e che il suo Gameboy venga ormai utilizzato dagli astrofisici come segnale di duplicazione della nota radiazione cosmica di fondo del Big Bang. Un modo come un altro per garantirsi un posto nel firmamento degli idoli del rock.

Ecco: molti metri di terra sopra di noi, su un palco affatto libero e senza richezze rizomatiche rotanti perche' non autogestito ma ben curato e amplificato (mi rattristo per tali illiberali condizioni ipocritamente dissimulate con frutta fresca di stagione, bevande energetiche poco gassate e nomi scritti grossi sulle locandine) si esibivano Micropupazzo e J8b!t nel Piazzale d'Armi, all'aperto, in ambiente salubre.
Poveracci cosi' distanti dal centro della Terra saranno diventati vecchissimi.

[14] Tastiere Giocattolo - Bontempi GA 8240 - di Cobol

Questo strumento (questa chitarra nella specifico) ha una storia incredibile.
Non e' detto che un giorno non ve la racconti nel dettaglio.
Al centro della vicenda lei, lo straordinario signor Fiordomo e naturalmente la Bontempi (e anche Olda Limax e MangaLuca presenti durante il suo ritrovamento. Pure Edoardo che mi ha assistito durante tutto il post ritrovamento).
Ed e' della Bontempi/Farfisa che vorrei parlare. Non della sua storia ufficiale (che non conosco e infatti potrei dire corbellerie) ma di quella che da utente percepisco.
Senza clamori ne particolari urgenze mediatiche la Bontempi esiste da ben 40 anni producendo organi professionali e didattici da prima e specializzandosi in seguito sul segmento didattico e di gioco sempre dedicato agli strumenti musicali. Ma pensare che da 40 anni molti musicisti italiani abbiano mosso i primi passi proprio grazie ad uno strumento Bontempi e' riduttivo dato che quest'azienda vende praticamente in tutto il mondo [su ebay ho visto chitarre didattiche Bontempi vendute negli Stati Uniti risalenti agli anni Ottanta mai viste (almeno da me) in Italia].
Il segmento della didattica musicale e' occupato da varie aziende mondiali: Casio e Yamaha per citare le due piu' note. Tra queste immense e poliedriche multinazionali giapponesi e' riuscita a sopravvire e ad evolversi la Bontempi concorrendo, a mio modo di vedere, sulle idee e sulla fantasia dei progettisti che rendono, in molti casi, unici (a volte addirittura bizzarri) i suoi prodotti.
Nella mia personale top 10 tastierine giocattolo ci sono almeno 3 Bontempi (prodotte tra gli anni Ottanta e Novanta) mentre il resto della classifica se la contendono altri cinque/sei marchi.
Caso (raro) virtuoso sia in termini produttivi che d'innovazione anche senza (almeno a me noti) arroganti flebo statali o particolari invesimenti mediali. Peccato non la si citi piu' spesso come esempio a cui ispirarsi.

Veniamo ora alla GA 8240.
Straordinaria replica giocattolo della Fender Jaguar ma di dimensioni ridotte di circa due terzi rispetto alla storica chitarra (regalatemi una Fender Jaguar cosi' le posso fotografare assieme e darvi un'idea piu' realistica delle dimensioni). Interamente in plastica e con il corpo vuoto. I single coil e l'humbucking sono decorativi. La chitarra e' amplificata grazie a due microfoni interni. I microfoni amplificano qualsiasi azione si pratichi sul battipenna (in particolare) e in un po' tutto il corpo della chitarra (in generale). Monta corde vere da chitarra elettrica.
Cursore del volume. Sistema indicatore d'accordatura e leva per l'abbassamento d'ottava. Jack-in per microfono o altri strumenti. Ovviamente jack-out.
Come e' lecito aspettarsi, la chitarra e' piuttosto rumorosa e il suono e' molto cordoso (direi piuttosto Fender Jaguar anche in questo).
Purtroppo col tempo il manico in plastica sottoposto alla tensione delle corde tende a flettersi all'interno.
Ho dimenticato di chiedere al sig. Fiordomo la data di produzione della chitarra... direi anni Novanta.
Straordinaria.

Spot pubblicitario della Bontempi degli anni Settanta.