mercoledì 20 ottobre 2010

[7] Giocattoli sonori e non - Mupi Cinevisor e le scorciatoie genere tempo - di Emiglino Cicala


Ora la cosa che mi ha sempre convinto poco nella vicenda Goldrake e' il fatto che i suoi nemici potessero andare e venire da Vega come se fossero ad un tiro di schioppo.
In tutta la serie non un solo accenno di teoria e' formulato per spiegare questa curiosa faccenda.
allora diciamo che sono stupidi quelli di Star Trek che si sono inventati la velocita' curvatura, gli ammortizzatori inerziali e quant'altro.
Allora diciamo che chi si guarda Stalker per comprendere la Relativita' Generale e' stupido dato che ti puoi vedere Moon e capire che tutto e' deludentemente relativo.
Ricordo quando frequentavo l'accademia robotica d'astrofisica che un docente pose la seguente domada (a trabocchetto che noi robot chiamiamo a falsita' iterata il che ci semplifica la vita dato che se uno dichiara: "ti faccio una domanda a falsita' iterata" tu capisci subito e rispondi il subcontrario della risposta di protocollo. Infatti poi e' stata abolita la falsita' iterata perche' proprio non si capisce perche' uno dovrebbe perdere tempo a formulare domande infondate per ottenere risposte infondate):
quale quantita' di moto uniforme accelerato va impresso ad un'astronave che intenda allontanarsi dall'orizzonte degli eventi avente diametro pari a 3 parsec?
Un mio collega robot rispose che umani (in un'accademia robotica non esiste la dimostrazione per assurdo; se una cosa e' assurda la dimostrazione e' che e' fatta da umani) che conducono un'astronave nella prossimita' dell'orizzonte degli eventi necessitano di sperimentarne le conseguenze.
E allora io sono stupido che stavo facendo i calcoli?
Io penso.
Ci sono individui che trovano sempre delle scorciatoie.

Ora, mi risulta che sia un po' di tempo che non si vede in giro Goldrake.
Mi e' parso ovvio quindi procurarmi un Mupi CineVisor degli anni Ottanta.
Il Mupi e' un piccolo "televisore" (in realta' una lastra di plastica opacizzata) dietro cui e' nascosto un micro proiettore super8.
Le "cassette" in pellicola vengono infilate al lato dello schermo e i fotogrammi proiettati sul visore in plastica.
Le cassette erano varie. C'erano i cartoni animati, i telefilm, le comiche, ma non episodi interi: erano riduzioni.
Tali erano definiti gli spezzoni (10, 20, 30 secondi) arbitrariamente tagliati e utilizzati come contenuto delle cassette che evidentemente i bambini degli anni Ottanta vedevano e rivedevano all'infinito divertendosi tanto tanto.
Questo modello super lusso e' addirittura dotato di filocomando per l'avanzamento e il riavvolgimento della pellicola e di viniletto (un vero e prorio microdisco) utilizzato per sonorizzare la pellicola.

Ho deciso di analizzare attentamente Goldrake per carpire i segreti della velocita' superiore a quella della luce utilizzata (evidentemente) dall'esercito di Vega nei suoi spostamenti.
Ho deciso di utilizzare una riduzione per sfruttare anch'io, una volta tanto, una scorciatoia.
Stupidi voi se vi siete visti tutta la serie...



domenica 17 ottobre 2010

Una funeral pie per Qoob


Ponzo Bambozo dice che la tv e' morta. Ora io non sono un esperto di mezzi di comunicazione di massa ma in linea di massima non mi pare che abbia detto una cosa originalissima. Originale e' la luce dei suoi occhi quando lo dice. Quindi ho deciso di dargli credito.

Certo questo ovviamente non significa che non ci sara' piu' la televisione. Immagino. Forse significa che per tutto un mondo di persone che ancora si affidano alla tv per essere intrattenuti ve n'e' un'altra che della tv fa gia' a meno e che questa esiste e realizza cose prevalentemente per i primi con pochi sforzi per conquistarsi i secondi.
Se dovessi giudicare sulla base dell'investimento produttivo direi anche io che la tv non esiste piu'. Non esiste piu' la tv degli anni Ottanta e Novanta che con modalita' spesso perverse e' stata innovativa (oppure proseguiva un percorso d'innovazione iniziato gia' negli assi Sessanta).
Comunque e' una questione che mi appassiona davvero poco.
Piuttosto la cosa rientra accidentalmente in una riflessione che mi veniva di fare sull'ultimo esperimento televisivo degno di nota (negli ultimi 10 anni, almeno secondo me) sulla cui tomba mi tornano in mente le profetiche parole del Bambozo.
Mi riferisco a Qoob (ancor prima Flux) morto come canale televisivo ormai da quasi un anno e che chiudera' il 31 ottobre 2010 anche il sito che nel frattempo era rimasto in vita sebbene agonizzante (e quindi un bel caso di eutanasia).

Flux nasce, per grosse linee, come canale indie di MTV con un suo canale in chiaro intorno al 2006. Programmazione semi underground di video musicali, cortometraggi internazionali e bizzarie video acquistate sopratutto dal mondo anglofono (un rullo di tre/quattro ore ripetuto a rotazione per tutto il giorno).
Primo significativo esperimento italiano di travaso di produzioni "non professionali" italiane sul "brodcasting", si configura come social network molto mirato alla produzione audiovideo in cui il materiale "piu' meritevole" uploadato sul sito veniva retribuito a forfait (non altissimo ma neanche proprio miserevole) e passato in tv.
Ancora piu' "eroicamente" Flux diviene mecenate in vere e proprie serie prodotte dagli utenti; alcune molto belle, altre forse un po' meno. Ma tale e' il livello di cose prodotte in Italia. Flux diviene un po' il termometro di questo livello.
Come collettore di materiale autoprodotto naufraga immediatamente il tentaivo di creare un meccanismo virtuoso in cui gli utenti possono votare e commentare le opere dei loro colleghi musicisti e videomaker. Un bagno di sangue, fatto di faide, pestaggi anonimi mirati ad abbassere il rate delle opere, vere e proprie adunate per rimpinguare di falsi voti le proprie
produzioni. E tutto cio' nonostante non fosse il voto degli utenti a determinare il passaggio televisivo delle opere proposte.
Un guerra spontanea all'ultimo sangue alla faccia della "solidarieta' di categoria" che forse speiga anche perche' quando una social network si svuota di "esseri umani" e si popola solo di creativi, allora naufraga.
Fu ben presto eliminato il meccanismo di voto con commento e Flux mantenne piu' o meno la stessa struttura. Nel frattempo pero' il segnale venne spostato momentaneamente su satellite con conseguente perdita di audience televisiva fin li conquistata (poca ma motivata).
Il rientro sul digitale terrestre avvenne con un inspiegabile cambio di nome da Flux a Qoob. Ma nel frettempo qualcosa era drasticamente cambiato.
Via del tutto il rullo musicale Qoob era diventato un canale di proposte di cortometraggi internazionali. Permanevano un po' di strambe rubriche e ancora un po' di video acquistati direttamente dalla cosiddetta UGC afferente al sito. Nel frattempo il sito si era aperto verso l'estero nella doppia versione italiano/inglese.
Circa un anno fa la conclusione dell'esperimento Qoob il cui posto oggi e' occupato da La7D. E tra pochi giorni la rimozione definitiva del progetto anche su web con la cancellazione degli account e di quel patrimonio collettivo che e' stato Flux/Qoob come collettore.
Ovvio, vivremo anche senza.

Resta la sensazione che la tv proprio non se li possa permettere esperimenti del genere.
Forse perche' alla fine ad un morto piu' di tanto proprio non gli puoi chiedere. Perche' comunque la si pensi il tentativo serio e meritevole c'era stato. Piu' meritevole di tanti altri che hanno tentato di seguirne le orme e con piu' sale in zucca di tante altre proposte televisive "d'avanguardia". Un meccanismo a suo modo virtuoso di produzione di contenuti remunerati
in cui, a differenza di quanto avviene solitamente, la "visibilita'" non era unicamente a carico di chi produce contenuti.
Perche' non se ne esce: benche' la tv sia morta (caro Bambozo), nella tv continuano ad accentrarsi i soldi.
Ma evidentemente ha deciso di portarseli nella tomba.

martedì 12 ottobre 2010

Tradizioni interplanetarie


Noi che per ragioni interplanetarie abbiamo aderito allo stile di vita Amish adoriamo ancora onorare alcune antiche tradizioni come quella della Funeral Pie.
Quello che segue e' l'algoritmo tradizionale anche se l'upgrade interplanetario richiede che gli ingredienti d'origine animale (uova e latte) siano sostituiti da elementi congruenti d'origine vegetale.

1) gr. 320 di farina
2) 1c. di zucchero
3) 1/2 c. di sale
4) gr. 250 di burro freddo
5) 60 ml di acqua fredda
Mescola i primi 4 ingredienti in una terrina sinchè l'impasto si sfaldi. Unisci l'acqua 1 C. alla volta sino ad ottenere una pasta morbida. Avvolgi in carta oleata e metti in frigo per 1 ora.
Per il ripieno:
1) 350 gr. di uvetta -
2) ml. 250 di succo di mela (o di arancia)
3) 1 cucchiaino di buccia d'arancia grattata
4) gr. 180 di zucchero + 1 Cucchiaio
5) 2 cucchiai di maizena
6) 3/4 di cucchiaino di pepe di Giamaica macinato
7) 1/8 di cucchiaino di noce moscata macinata
8) 1 cucchiaio di succo di limone - 9) gr. 60 di noci tritare
10) 1 uovo sbattuto - panna o panna montata fredda
Scalda il forno a 220°. Sulla tavola spiana metà della pasta e fodera una tortiera di cm. 23. Fai sobbollire in una casseruola l'uvetta, il succo di mela ( o arancia) e e la buccia d'arancia. Leva dal fuoco e aggiungi gr. 180 di zucchero con la maizena, il pepe e la noce moscata: Mescola e rimetti sul fuoco, fai bollire per altri due minuti e poi aggiungi il succo di limone e le noci. Versa nella tortiera. Spiana la pasta restante e mettila sopra la crostata. Chiudi bene tutto attorno. Incidi la superficie con i rebbi di una forchetta per far uscire il vapore. Spennella con l'uovo sbattuto e cospargi con 1 C. di zucchero. Cuoci sino a che sia dorata, da 20 a 25 minuti. Servi con panna fresca o montata fredda ( puoi insaporirla con alcune gocce di vainiglia).

lunedì 11 ottobre 2010

[17] Tastiere Giocattolo - Gliese 581g, redshift e test: Bontempi, Casio, Yamaha - di Emiglino Cicala


Tanti corpi celesti piu' o meno significativi sono stati "osservati" tramite prove indirette. Nel caso del pianeta Gliese 581g a rilevarne la presenza e' la consueta spettroscopia doppler con noiosi shiftamenti dello spettro d'emissione della stella attorno a cui orbita che vanno come di consueto dal rosso al blu e viceversa a seconda della lontananza o "vicinanza" con l'osservatore.
L'universo delle volte e' piuttosto ripetitivo: tutto ruota e tutto curva.
Pero' il criterio mnemonico ci puo' tornare utile se utilizzato impropriamente per scopi pseudoletterari. Lo faro' per voi tra poco. Lo fanno gli intellettuali umanisti da sempre.
Voglio essere considerato il primo robot panegirico.
Aggiungo un altro criterio, ma ritornero' sull'argomento Gliese 581g.
E' curioso osservare come la "umanizzazione" delle cose venga perseguita sempre mediante lo stesso noiso paradigma.
Io penso.
Prendi qualcosa di approssimativamente perfetto, poniti criticamente rispetto alla sua essenza cristallina, propendi per una sua umanizzazione. Introduci allora elementi d'imperfezione e di randomico errore.
Osservo Cobol lavorare. Vuole rendere una batteria elettronica piu' umana [leggi naturale] allora ci mette un po' d'imperfezioni accidentali [un colpo leggeremente fuori tempo, un rullante poco accennato, eccetera]. Bizzarro davvero.
Eppure cio' vorra' dire qualcosa sulla vostra essenza... io penso.

Voglio scrivere un nuovo comandamento e non mi va d'informarmi se qualcuno l'ha formulato prima di me.
Voglio essere il primo robot escatologico. E questo e quanto basta a darmi l'imprimatur.
"Non pretendere che gli altri siano piu' indulgenti di te ma almeno sii indulgente con gli altri quanto lo sei con te stesso".
E' una legge robotica che vi dono volentieri dopo che voi ne avete confezionate tre per noi sul cui valore potremmo discutere a lungo. E perche' mai vi sareste affidati ad uno scienziato mediocre come Asimov per dotarci di tale ridondante saggezza?
La sua medicrita' come scrittore non vi autorizza ad impiegarlo impropriamente in settori alternativi solo perche' troppo pavidi per confessargli la sua inettitudine letteraria.
Io penso.
Poi ho osservato la mancanza di comandamenti interspecifici nel decalogo a cui tentate di attenervi in questo quadrante del mondo.
Questo e' il primo.
Tentate di applicarlo alla natura fuori di voi e non sentirete mai piu' l'esigenza d'umanizzare null'altro.

Gliese 581g rivolge un solo emisfero verso la sua stella, il che determina condizioni climatiche polarizzate con medio alte temperature nella zona illuminata [piu' calde rispetto alle zone desertiche terrestri] e temperature subpolari nella zona non illuminata. Non tanto meglio dovrebbe andare nel terminatore, la zona posta a confine tra l'emisfero riscaldato e quello non illuminato. Qui a predominare dovrebbe essere una variabilita' atmosferica davvero molto poco rassicurante.
Io penso.

Questa e' anche la situazione valoriale che descrive le tre tastierine che ho deciso di testare. Dalla padella a brace ma comunque ci vogliamo andare come sosterrebbe Cobol a proposito di Gliese 581g.
Nel campo delle affezioni esse segnalano col proprio colore la stesso fenomeno di mutamento di spettro all'approssimarsi dell'osservatore. Il loro colore sta all'affezione che producono come la lunghezza d'onda del visibile che privilegiano sta alla prossemica che inducono.
I piu' preparati tra voi e i robot avranno gia' capito come si orienteranno i nostri gusti quando proprio siamo chiamati a scegliere tra le tre.
Ho discusso a lungo quest'argomento con Cobol prima di decidere come scrivere questo post. Le affermazioni di principio sono le mie; le preferenze emotive sue.

Le tastiere in questione sono: la Bontempi Gt-510, la Yamaha Pss-6 la Casio Sa-5 [qui senti i suoni].
Tre tastierine afferenti alla stessa fascia consumer [didattico-gioco] create pressapoco nello stesso periodo. A renderle interessanti e' lo stile di rimescolamento dei suoni che propongono.
La Casio e la Yamaha adottano il medesimo principio di editing. A partire da un preset sonoro la pressione di un pulsante consente una radicale trasformazione del suono stesso su tre varianti disomogenee su ogni preset.
La bontempi adotta invece una non untuitiva combinazione di preset per dare luogo a suoni radicalmente diversi dai preset originari.
Da un punto di vista evolutivo la scelta della Bontempi appare come la piu' comune anche se nella fattispecie essa e' quantitativamente esaltata. La scelta Casio-Yamaha invece appare piu' originale anche se meno gestibile ad esempio in una situazione live [per raggiungere la terza variante, ad esempio, devo spingere il tasto tre volte transitando rumorosamente per i due suoni precedenti].
La Yamaha e la Casio raggiungono il considerevole risultato estetico-funzionale dei 75 suoni partendo da un preset di 25.
La Bontempi parte invece da 36 preset e mediante un complesso meccanismo d'intersecazione raggiunge l'incredibile risultato dei fatidici 666 suoni.
Nel campo della tastierine giocattolo il numero 666 e' particolarmente significativo come ad esempio nel satanismo e' significativo il numero 666. Il fatto che i due numeri coincidano puo' essere forse irrilevante. Ma su questo attendiamo ancora un pronunciamento del Dr. pira.
Tradizionalmente le tastiere Yamaha offrono una rara pulizia e stabilita' del suono. La serie Pss non offre grosse sorprese ad eccezione della Pss-100.
Piu' interessante appare la serie Portasound sopratutto con i modelli squarewave degli anni Ottanta.
L'esperimento della Pss-6 appare quindi piuttosto insipido e le varianti davvero poco interessanti.
La Casio e' una marca che si muove a cavallo tra prodotti ad alte prestazioni e tastierine didattiche la cui imperfezione del suono puo' far impallidire i peggiori modelli di tastierine cinesi oggi sul mercato. Tuttavia rispetto alla Yamaha la Casio ha proposto nella sua storia un'escursione piu' interessante di suoni.
Nella fascia didattica-gioco, la serie Sa e' invece piuttosto ripetitiva ad eccezione della Sa-1 [probabilmente la piu' bella della serie] e della Sa-5 sicuramente la piu' fantasiosa. L'editing offerto da quest'ultima e' nettamente superiore a quello della Pss-6 e sfiora la flessibilita' di un bending autoprodotto [il suo colore e' infatti rosso - anche a se a dire il vero la si incontra molto piu' spesso vestita di nero - ma come si e' detto anticipatamente questa storia dei colori e' semplicemente un panegirico].
La tastiera Bontempi e' tra le tre quella in cui il rapporto suono rumore risulta nettamente a favore del secondo. In alcuni preset e' davvero difficile udire lo strumento campionato perche' il fruscio di fondo e' cosi' alto da coprirlo quasi del tutto. Ma se ci asteniamo da una valutazione prettamente accademica scopriamo un suono davvero ineguagliabile in cui la componente che definiamo giocattolosa supera di gran lunga quella presente nelle altre due tastiere [e infatti e' di un bel colore blu].
Si sara' ormai capito che Cobol propende per la testierina della Bontempi e che la storia dei colori e' solo un farlocco stratagemma per ricordarsene... non a caso la Pss-6 e' priva di colore.

Paolo dei La Pingra adora La Pss-6. Gli esseri umani in assenza di risorse tendono ad un adattamento forzato all'ambiente... contenti loro...

Qui puoi sentire un piccolo esempio d'escursione dei suoni delle tre tastiere.