martedì 12 luglio 2011

Contadini redenti dello spazio: born to raise barns [in space] - di Cobol


Il Dr. Pira e' un eclettico musicista e un impavido fumettista. Ma come molti teorici dello Slack per vivere deve rimboccarsi le maniche e fare il sensitivo e il rabdomante. Questo e' un mestiere che comporta una certa dose di rischi, in cui ti fai nemici tra i vivi e tra i mai abbastanza morti; per questo durante i suoi live brandisce una pesante e solida ascia ereditata dal nonno vichingo e contadino.
Lo Slack non sempre paga e immancabilmente bisogna assestare dei buoni fendenti d'ascia prima di potersi rilassare davanti ad un abbondante e meritato piatto di riso e broccoli stufati.

Ma il futuro non e' sempre stato cosi'.
C'e' stato un futuro, un tempo, in cui su tutto prevalse la comunita' d'avamposto, prima regola per la sopravvivenza ai tempi dello Slack.
Il punto critico di questa storia e' che il tutto deve ancora avere inizio e che sul dipanarsi del futuro [per quanto con immancabile lucidita' esso si delinei] c'e' sempre un certo margine d'insopportabile gaussiana incertezza.
Ma se il futuro ha da essere, esso non puo' che avere inizio cosi'.

Atto fondante I:
Gli Amish sono la migliore comunita' per i viaggi spaziali intergenerazionali: Born to raise barns [in space]

Le norme del viaggio spaziale della colonia umana sono inscritte implicitamente nella forma comunita' Amish ed esplicitamente nell'Ordnung.
- a differenza dell'attitudini eroiche e leaderistiche richieste nei primi viaggi spaziali a brevissima percorrenza, i viaggi spaziali intergenerazionali richiedono comunita' dedite al lavoro di perpetuamento quotidiano e organizzazioni in grado di sopravvivere con sistemi di ripartizione orizzontale delle decisioni e delle responsabilita'. Sono quindi inessenziali i leader quanto piuttosto fondamentali le guide pragmatico-spirituali scelte per distretti dalla stessa comunita'.
Le comunita' Amish sono dedite all'autosussistenza e all'isolamento, condizione quantomeno ovvia nello spazio interstellare.

- Nei viaggi spaziali intergenerazionali si esplicita il fine ultimo del senso della vita: darle un senso. Ridotto ai minimi termini il senso della vita per un Amish e' il perpetuamento della comunita' a prescindere dal fatto che essa si sviluppi in una verde vallata
della Pennsylvania o in un accogliente Cilindro di O'Neill.
La salvezza nello spazio e' un dono troppo grande perche' ci possano essere azioni e pensieri in grado di conquistarla. Una condizione troppo al di fuori dell'essenza del singolo essere umano. Essa e' gratuita se vissuta giorno per giorno nella costruzione del progetto della salvezza stessa.

- A differenza di quanto comunemente si pensa, gli Amish non sono antitecnologici ma piuttosto antimodernisti. L'attitudine a tramandare tecnologie del passato ridefinendone i confini delle modalita' d'uso e' una caratteristica strategica fondamentale per i viaggi spaziali intergenerazionali.
La cultura scolastica Amish si fonda esclusivamente sull'apprendimento di: lettura, scrittura e aritmetica. Non vengono apprese altre scienze o saperi accessori (se non forme di cultura contadina orale tramandata) inutili in un ambiente con cicli naturali preprogrammati in vista della colonizzazione di un pianeta con caratteristiche fisiche diverse da quello di provenienza.
La conoscenza, nello spazio, e' un fatto contestuale e men che mai una tradizione.

- Ordnung e', entro limiti fissati, flessibile e soggetto a continue revisioni.

- Gli Amish non possono viaggiare in aereo ma nell'Ordnung nulla vieta il viaggio in un'astronave container con cicli "naturali" regolati da un giroscopio.

LucaManga e' un musicista precursore e un impavido mistico contadino. Ma come molti teorici dello Slack per vivere deve rimboccarsi le maniche e costruire synth. Non e' un mestiere pericoloso se si escludono correnti elettriche e demoni quantici nelle cpu con cui LucaManga ha imparato a venire a patti in una sorta di esorcismo non violento.
Lo Slack purtroppo non sempre paga e immancabilmente bisogna assestare dei buoni fendenti di saldatore prima di potersi rilassare davanti ad un abbondante e meritato piatto di humus fatto in casa e hobz arbi fatto a mano con farina poco trattata di tipo 0.

Ma fortunatamente il futuro non e' sempre stato cosi' a patto di non dimenticare che il suo manifestarsi e' suscettibile al principio di conservazione per cui inevitabilmente piu' pianifichi e piu' sarai pianificato.

Atto fondante II:
Contadini e Slack

LucaManga ha interessanti omelie che raccontano di come compiersi rilassatamente e fare il contadino. I suoi precetti e le sue leggi saranno svelati al momento opportuno esattamente a meta' strada tra oggi e il futuro.
Al momento ci basti sapere che la via della redenzione sara' comunque disvelata [coltivando ceci nello spazio], perche' la salvezza e' atto troppo grande per un singolo essere umano, ed essa e' gratuita se vissuta giorno per giorno nella costruzione del progetto della salvezza stessa.

E' cosi' che tempo fa mi sono imbattuto in "Mister Mike, il microfonone" [nella fotina piccola] che nella sua sezione effetti propone un'icona e una sintetica versione del verbo del reverendo Bob Dobbs [qui un ingrandimento], secolarizzazione dei precetti della Chiesa del Subgenius [non me ne vogliano gli adepti, in questa versione discinta senza pipa].

Perche' il futuro vuole che gli Amish siano la comunita' eletta per i viaggi spaziali intergenerazionali e Bob [con ogni probabilita'] il loro profeta.

venerdì 1 luglio 2011

Sopravvivenza: lessico Live [1] - di Cobol


Pochi secondi prima d'iniziare a suonare ti dicono: "mi raccomando col volume".

Cosa significa con esattezza?
Io ho individuato due accezioni a questa frase che ritrovo costantemente accoppiate, pero' ne possono esistere anche altre tipo: errore d'unita' di misura, i decibel del solido e il volume geometrico del suono. Oppure: "mi raccomando ricorda che la manopola del volume e' in scala logaritmica e non geometrica".

Ma il piu' delle volte significa:
1) guarda che non c'e' nessuno al mixer da palco. Nessuno regola il volume all'esterno o quello in spia. Tutti in questo posto sono legittimati ad avere una propria opinione sul volume e quindi il primo che passa puo' abbassare o alzare a piacimento.
2) Non abbiamo la benche' minima idea di quella che debba essere la soglia dei decibel. Qui la questione e' lasciata al caso. Il volume e' un fatto del tutto soggettivo legato in maniera direttamente proporzionale al giudizio sulla musica che fai.

Conclusione: all'enunciare di questa frase siete legittimati a farvi prendere dal panico.
Precauzioni: nella scheda tecnica chiedere sempre la presenza di un tecnico al mixer [o eventualmente portatevi un amico che presentate come vostro uomo mixer] e per suonare scegliete sempre posti dove si suona di sovente.