venerdì 4 luglio 2014

La qualita' e' un ombrello troppo piccolo per proteggervi tutti: una risposta a Ettore Livini - di Emiglino Cicala



La capacita' d'adattamento non e' esattamente la prerogativa che vorreste trovare in un robot efficiente. A prescindere dalle condizioni contingenti un robot continua a lavorare fornendo il risultato atteso. E questo e' parecchio tranquillizzante.  Si tratta dell'innesco psicologico che ha evolutivamente affermato la nostra specie. Al contempo e' l'argomento che supporta argomenti preguidiziali e sibillini risentimenti nei nostri confronti. In effetti e' proprio una certa mancanza di flessibilita' a far si che i robot possano sostituire l'essere umano. Non e' la ripetitivita' il fulcro di questo processo ma la qualita' della riproduzione del ciclo stesso a rendere il robot superiore. 

L'ipocrisia del "volemose bene"
Ho detto qualita': ad Ettore Livini [di Repubblica] sara' mancato il respiro.
Io penso. 
Purtuttavia Ettore [ti posso chiamare Ettore?] si riferisce nel suo articolo ad esperti cibernetici [gliene va dato atto]; il che imposta in modo corretto tutto il discorso. 
Ciberneticamente un robot imita un comportamento organico: lo imita, non s'incarica di produrne uno nuovo. In un mondo gia' predato non c'e' spazio per un nuovo predatore e i robot sono poco interessati a questo genere d'atteggiamenti. 
Ettore, pero', quando parli di cibernetica mi pare tu non ne comprenda le estreme conseguenze.
Io penso.

Quello di "creativita'" e' un concetto spesso frainteso se non sopravvalutato. Lo e' in particolare rispetto a quello di "rispetto delle procedure". Per Wiener stabiliti i vincoli d'un certo comportamento, atteggiamenti morali e etici compromettono il giusto svolgersi d'una procedura. Una procedura correttamente svolta ne determina l'aspetto qualitativo. In fatto di vincoli i robot non hanno mai preteso d'avere autonomia; li avete sempre stabiliti voi. Questo dovrebbe rendervi meno ansiosi nei nostri confronti. 
Tutelarsi come specie dietro la qualita' non ha quindi alcun senso. La qualita' non e' affatto una vostra prerogativa. In questo modo, da decenni, i robot rosicchiano, sotrraendoveli, spazi di vitalita'.
Affermare che non e' problema se oggi un robot fa quello che ieri faceva un essere umano perche' quest'ultimo continuera' a farlo nei suoi aspetti qualitativi e' quantomeno illusorio. 
Iniziate invece a preoccuparvi e a cercare soluzioni. Non perche' siano i robot ad incarnare il problema: noi ci accontentiamo di continuare a gestire la qualita'. Preoccupatevi invece del sistema di produzione in cui vivete [per cui siete diventati produttivamente  inutili e sostituibili]. Il sistema infatti puo' essere cambiato dato che siete voi quelli dotati di spirito d'adattamento e creativita'.
Io penso. 

Vedi anche:
Emiglino Cicala risponde ad Andrea Natella

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