domenica 9 ottobre 2016

Un cosmodromo nel parco giochi: Vita Da Spaziale


Nel museo di San PietroBurgo c’e’ il fossile di un pachicefalosauro proprio poco prima della sala che ospita i cimeli spaziali. Per i bambini sovietici quella collocazione non e' mai stata innaturale; in fondo avere un ornitisco marginocefalo dotato di poteri sonici come copilota avrebbe potuto fare la differenza per un cosmonauta in missione.
Bambini sovietici si allenano a diventare cosmonauti
Nella cittadina di Staraya Kupavna, Foma Voznesenskij, 12 anni a dicembre, non ebbe mai l'imbarazzo della scelta su come impiegare il tempo libero. La soluzione ovvia era sempre stata sotto casa sua, nel parco giochi cittadino, nelle poche ore di luce che a volte rimanevano dopo aver terminato i compiti. 


Ma da un po' di tempo il gioco s'era fatto piu' impegnativo; da quando un cosmonauta d'istanza a Zvyozdny Gorodok aveva iniziato ad allenarsi nel parco. Durante il pomeriggio, mentre i ragazzini giocavano sulle giostre, il cosmonauta si teneva a distanza impegnandosi in attivita' come la corsa e i salti. Ma Foma l'aveva visto allenarsi la mattina molto presto utilizzando l'altalena lo scivolo e la tirolina da sempre presenti nel parco. 


Parco giochi dell'era sovietica

Foma aveva annotato con cura tutti gli esercizi e li ripeteva a sua volta. Una sezione in disuso della condotta del gas poco lontana era divenuta la sua base spaziale che, sopratutto nei giorni piu' freddi, divideva con un randagio poco incline alla compagnia. 


Due anni prima dell'arrivo del cosmonauta a Staraya Kupavna, il presidente Leonid Brežnev ridefiniva i numeri dell'Armata di Cosmo traducendo molti cosmonauti residenti nei cosmodromi in riservisti di terra in attesa di missione.
Cosmonauti tracciano orbite oppure il gioco della campana

Pur rimanendo degli effettivi quest'ultimi tornavano in parte alla vita civile con l'obbligo di mantenersi fisicamente e psicologicamente pronti al rapido reintegro: che per la stragrande maggioranza non avvenne piu'. 


Classe di una scuola di Staraya Kupavna (anni Settanta) 

L'arrivo in sordina di quell'uomo a Staraya Kupavna aveva sorpreso tutti gettando una strana luce sulla salute del programma spaziale, del partito e con esso dell'intera nazione. 
Ma non per Foma: per lui era stato il secondo grande evento della vita dopo la visita al museo di San Pietroburgo. Cosi' ora tutto quadrava: l'incontro qualche anno prima con il pachicefalosauro e poi quell'icona, issata sul muro della sua classe proprio accanto alla foto del Presidente del Presidio del Soviet Supremo dell'URSS: lo spaziale Gagarin.
Copertina del disco "Vita da Spaziale"

Questa storia ha ispirato il secondo disco dei Cobol Pongide "Vita da spaziale" ascoltabile a questo indirizzo: Vita da spaziale

I testi del disco

Blu astro
Le bici prefigurano i dischi volanti 
anche se il ciclista non s’impegna in reali prodezze, 
Strutture ginniche all’aperto sono ambienti alieni con massa opportuna per la bassa gravita’.
Gli erbivori mangiano come il colono contadino su un pianeta lontano
Nei viaggi interstellari gli amish sono la miglior comunita’.
Sentenziavo da un sasso orbitante ma poi l’ho lasciato:
Innesco col colore bluastro d’una singolarita’.

Colonizzata stanza con cassette in plastica rossa
C’ho stipato cibo in scatola’ astronavi in carta’ strumenti di varia utilita’,
Era un pieneta freddo e alieno e l’ho terraformato 
Cosi’ distante e’ colore rossastro d’una singolarita’.

Vita da spaziale
Nel parco c’e’ una base spaziale
a forma di tubo,
ci dorme un cane.
Se il cane fosse un alieno 
sarebbe un alieno a forma di cane.
Esco spesso in missione
lascio il tubo o la base spaziale
L’alieno m’abbaia se fuori fa freddo
Ringhia tale e quale a un cane.

In missione ho una busta per il pane
se la scordo alla base spaziale 
se lo mangia l’alieno o il cane.
Cammino lento nello spazio
ricordo, copro la bocca,
lo spazio esterno fa male
non lo puoi respirare.

Indosso un casco spaziale 
sta nel tubo del cane,
E’ un elmo, mi protegge
un tubo nero con cui respirare.
A volte c’e’ puzza di gas 
inizio a tossire e a vomitare
Scappa l’alieno a forma di cane
Questa e’ la vita da spaziale.

Belka & strelka
C'e’ una profonda differenza tra un astronauta e un cosmonauta:
il primo e’ un libero imprenditore del coraggio, 
il secondo un adepto operaio del progresso interplanetario. 

Ovvio proprio non e’ mai stato semplice
salire sulle stelle oltre il ciel,
Varcar confini
ma nello spazio e’ lo spazio che non c’e’.
In orbita viaggio da secoli
randagio d’un pianeta che non c’e’,
In missione per altre specie
Nel cielo senza odore attorno a me.

Ausilio meccanico di rotta
Nello spazio fa esercizio fisico e mentale
organizza la giornata in uno spazio angusto sempre uguale
Non lasciar le cose senza velcro a galleggiare:  
Usa una matita al posto della penna.

Controlla attentamente il buon funzionamento delle antenne,
usa con le mani cacciavite, torcia e cannocchiale,
Dormi in piedi, idrata i cibi, filtra la pipi': 
Imapara a riconoscer e a nominar le stelle.

Razzi bene, manometro bene, tutto bene, fin qui tutto bene.

Verifica l'integrita’ del tutto strutturale, 
la faccia che si gonfia e’ sempre un po’ normale,
Fa circolare il sangue porta corti i tuoi capelli: 
devi apparir curato se a guardati son le stelle.

Saluta con affetto coloro a cui vuoi bene,
Osserva attentamente il loro volto 
cosi’ da ricordare: 
chi hai lasciato
per tornare.

Razzi bene, manometro bene, tutto bene, fin qui tutto bene.

Questa sera, ogni sera
aspetto i suoi segnali
e’ distante 
le parole viaggiano per ore.

Questa sera, ogni sera
esco a riparare
se questo e’ il mio futuro
Non ho voglia di rientrare.

Collaudatore di mondi extrasolari
Mentre lo spazio s'espande all’unisono abbondante,
Motori gonfi di matematica
Rincorro questo vortice gravitazional-sentimentale
Neppure oggi esco intregro da qui.

Procedura semplificata di sopravvivenza,
la mia vita non orbitante e’ attualmente sospesa;
Se me lo chiedi ti rispondo
dispiegata la piattaforma di lancio
la rotta per lo spazio ritraccero’.

Non mi fermero’ piu’ di una generazione necessaria a ripartire.
Non mi fermero’ piu’ di una generazione necessaria.

Esperto copilota di carriera,
allosauro costipato di ciottoli
Accelera con chiacchiere tecniche
Balbetta e' meccanismo a singhiozzo
Integra e deriva copre distanze cosi'.

La mia missione ispirata da un atlante didattico
Coerente come vettore robotico.
Collaudo mondi extrasolari
Ne scarto molti
d'altri la mancanza non avvertiro’.

Cosmonauta si deve allenare
Gli scienziati mi dicono che nello spazio posso viaggiare,
Costruiscono una nave spaziale ma prima di partire mi devo allenare.
Tutti i giorni corro nel parco c’e’ un cane che mi vuol masticare
trattengo il fiato: nello spazio non si puo’ respirare.

Mangio poco,
comprimo il cibo,
le pillole di cibo non sanno.
Se ingrassi: non entri nella tuta spaziale.
Salto sul letto appena mi sveglio; mi devo allenare
Nello spazio si vola: non si puo’ camminare.

gli scienziati mi dicono che finalmente posso partire,
mi danno dei semi e dell’acqua sul nuovo pianeta dovro’ coltivare.
tutti i giorni sto solo per ore, mi devo abituare,
nello spazio si e’ soli: si puo’ sempre sognare.

Radio attivita’
Sono cio che resta della specie terrestre
partimmo tanti anni fa,
il vuoto non e’ come te lo aspetti se cerchi di riempirti la vita.
quando parlo sembra usi il vocoder
e’ cosi’ che vivo nel futuro,
un pianeta oggi un altro domani 
se ti fermi regredisci di nuovo.
siamo cambiati con il tempo ma cambiare non bastera’.
partimmo per dimenticre l’etica partimmo per dimenticare le opportunita’.

Vetta profonda, impulso muscolare
l’amore l’ho trovato
nella tuta termica,
supporto psicologico
ricarico col cavo 
s’attiva col pulsante
di luci a intermittenza.

Spinta rotonda equilibrio ritrovato
nell’acciottolato
d’un bagno chimico,
Vettore ortogonale rivolto verso il nucleo
Il tangenziale invece verso il freddo buio. 

Pensieri radioattivi.
uccidono la gente.
Canzoni radioattive.
uccidono la gente.
Programmi radioattivi.
uccidono la gente.
Gente radioattiva.
anche.

Ufociclismo
Luci sorvolano il cielo 
due ruote corrono sull’asfalto
si cercano si specchiano:
unico codice, stesso linguaggio.

Ley line aliene lo scafo plana
Su terra attrito per chi pedala.
giu’ con la gravita’  
si lanciano.

Riduce lo spazio viola la trama
scavalca la citta’ e le restrizioni.
oltre le leggi oltre i divieti
codice unico, stesso lignaggio.