lunedì 20 febbraio 2017

Se Gianni Morandi fosse stato uno spaziale... di Emiglino Cicala


Ci sono brani con cui si può essere in disaccordo ma che costituiscono un buon punto di partenza per una riflessione. 
La mia attenzione è stata catturata del brano di Gianni Morandi "Sei forte papà" scritto da Stefano Jurgens su musica e arrangiamento di Bruno Zambrini.
Nella versione originale l'inizio di synth (che emula l'effetto della gravità sull'acqua in sospensione) merita musicalmente l'ascolto di tutto il brano comunque di buona fattura. 

Era il vostro 1976 e per la primordialità dei tempi si partorì un brano inaspettatamente "antiecologico" anche se animato da buoni intenti... i buoni intenti (mai spinti fino alle estreme conseguenze della prassi) che fanno la cifra stilistica di Morandi.
Io penso.

  
La gita fuori porta, lo stupore seguito all'incontro con gli animali in libertà, i bambini allenati a esprimere questo stupore in termini di appropriazione, seppur affettiva, di quanto li circonda.
Quell'insostenibile "Lo prendi papà" che inevitabilmente equipara l'animale ad un oggetto inanimato percependolo come elemento non integrato nell'ambiente se non quando compagno di gioco e compagnia.
Elementi contraddittori, appunto. Un messaggio assieme caritatevole (Quel canarino si è ferito e non lo lascio qua!) e diseducativo quanto potenzialmente pericoloso... ma che volete erano gli anni Settanta e già forse così confezionato il brano proponeva una "coscienza" ambientalista e animalista superiore a quella media del pop italiano ancora oggi poco propenso a distaccarsi dai temi dei problemi di cuore.  

Ho quindi pensato ad una riattualizzazione di "Sei forte papà" che incorporasse un pensiero autocritico (uomini e animali devono viaggiare su piani distinti e nessuna forma di cattività è mai una buona forma) con lo spostamento della visuale della "gita fuori porta" (asfittica ricompensa ad una vita deprivata dalla burocrazia e dal lavoro) verso un orizzonte dell'esodo pratico, tattico e mentale dalle condizioni sociali inaccettabili proposte dal pianeta Terra.
Il brano si presta anche perché concepito con un monologo iniziale parlato su cui sviluppare l'antiriflessione.
Ho utilizzato i chord di una Casio pt-20 per la sonorizzazione: una tastiera che amo particolarmente. 



Vi propongo integralmente il mio testo [che racchiude un passo originale (quello in corsivo)]:

SEI FORTE PAPA' - Se Gianni Morandi fosse stato uno spaziale

Accipicchia! Ogni qualvolta porto in campagna i miei figli fatalmente vien giù la pioggia. Ci bagniamo noi e si bagnano tutti gli animali. Allora i miei figli li vorrebbero riparare dentro la roulotte. Io gli spiego che non sarebbe giusto. Anzi gli animali devono stare il più lontano possibile dagli esseri umani visto come vi comportate con loro. 
Pero' sapete: sono capricciosi bambini umani e per farli smettere canto loro una canzone di Gianni Morandi: 

Quel gufo con gli occhiali che sguardo che ha 
Lo prendi papà? Si! 
La lepre in tuta rossa che corse che fa! 
La prendi papà? Si! 
Questa mia roulotte mi sembra l’arca di Noè però ci si sta 
sei forte papà 
Stringendosi un po’! 

No la verità è che a me di gironzolare importa poco. Si d'accordo ho voglia di andarmene, d'evadere; ma d'evadere veramente: lasciarmi tutto alle spalle. 
Dovremmo farlo tutti: staremmo meglio noi e starebbero meglio gli animali. 
Forse più che una gita fuori porta il nostro dovrebbe essere un esodo su altri mondi. 
Ecco: se Morandi fosse stato uno spaziale questa canzone avrebbe suonato cosi': 

Il pianeta tutto rosso che anelli che ha 
ci vogliamo atterrar? Si! 
Quel tunnel spaziotempo che curva che fa 
Ci vogliamo passar? Si! 
L'alieno tutto verde vuol comunicar 
invio numeri primi... così capirà sulla frequenza dell'idrogeno... cosi' li riceverà.


Allo stato attuale della ricerca l'utilizzo della frequenza dell'idrogeno nella ricerca di segnali di vita intelligente così come nella comunicazione verso gli alieni è forse antiquata. Tuttavia ho scelto di rievocarla in onore del "Wow signal" che avrebbe investito il pianeta Terra l'anno successivo e che in un certo senso diede i natali a tutto il progetto SETI.

Tanto materiale evocato in una sola canzone. Per questo grazie Gianni a te e autori. 

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