sabato 25 marzo 2017

UfoCiclismo: perché gli alieni non prendono contatto pubblicamente?


E' forse la questione più spinosa dell'ufologia perché se paragonata al numero dell'evidenze (il numero degli avvistamenti) si presenta in maniera controintuitiva. Se sono qui e ci sorvolano da così tanto tempo perché non si manifestano ufficialmente una volta per tutte?
Eppure basta "mettersi nei loro panni" per iniziare a comprendere che il problema del contatto ufficiale non è di facile risoluzione.
Presentarsi ufficialmente a chi? (nella nostra società strutturata con ruoli di comando); per intraprendere quale tipo di rapporto? Ufficializzare un rapporto con un "capo" significa riconoscere e, in un certo senso avallare, una struttura di potere. 
Insomma parrebbe non esistere il terreno adeguato per una tale strategia che evidentemente continua ad essere perseguita per singoli e specifici casi attraverso una miriade di ir3.
In questo senso sembrerebbe aver senso l'epilogo del film Contact diretto nel 1997 da Robert Zemeckis e tratto da un romanzo di Carl Sagan laddove lascia intravedere la necessità di un mutamento dei rapporti sul pianeta come presupposto per il contatto: 
Alieno: "Questo era un primo passo; col tempo ne farete altri". 
Dr. Ellie Arroway: "ma altre persone devono vedere quel che ho visto io..."
Alieno: "si è sempre fatto così per miliardi di anni... piccole mosse Ellie". Ma la parola definitiva su questa questione resta quella di Dante Minazzoli quando nell'analizzare il problema del contatto solleva questioni apparentemente molto distanti dalla tradizionale indagine ufologica: "Il messaggio che essi ci vogliono trasmettere non è scientifico ma sociale e politico".    

giovedì 23 marzo 2017

UfoCiclismo: perché quello esoplanetario è cibo vegetariano o (meglio ancora) vegan?

L'attitudine al contatto è, per definizione, prioritariamente un'attitudine: un modo d'essere. I modi d'essere s'esprimono attraverso le pratiche e quelle "non violente" praticate dal vegetarianesimo e dal veganesimo si armonizzano con l'attitudine al contatto verso qualsiasi essere vivente (ad esclusione forse degli esseri "senzienti" vegetali) non visti come fonte energetica (cibo) ma come interlocutori e se possibile come alleati.
Per questa ragione un ufologo, un UfoCiclista o chiunque aspiri alla trasformazione dei rapporti tra viventi dovrebbe prioritariamente smettere di cibarsi di esseri a lui prossimi.
Qui sul pianeta Terra, ad esempio, il cibarsi di animali resta ancora il presupposto della violenza dell'umano su se stesso e nessun mutamento sostanziale potrà avvenire senza una tale presa di coscienza.
Ma al di la delle scelte praticate in privato dal singolo UfoCiclista, è P. K. Dick a spiegarci perché la ricognizione UfoCiclista, che termina con il "banchetto esoplanetario di benvenuto", deve avere necessariamente un carattere vegan/vegetariano:
"Mezz'ora più tardi, una moltitudine di organismi senzienti riempiva la sala riunioni. Joe, guardando quell'enorme varietà di forme di vita, si rese conto che sulla Terra si era cibato di alcune di esse.".
  

mercoledì 22 marzo 2017

UfoCiclismo: perché praticarlo in concomitanza con eventi astronomici?

Il fine dell'UfoCiclismo è quello di produrre le condizioni per un incontro-contatto (ir3) con forme di vita aliena. 
In mancanza di una comunicazione diretta (mancanza di un linguaggio comune e di un mezzo di comunicazione comune) dobbiamo attingere dalla pragmatica della comunicazione per stabilire il momento che entrambi presupponiamo essere quello giusto per l'incontro. 
Sul luogo l'UfoCiclismo risolve ripercorrendo le ley-line tracciate in cielo dalle aeronavi aliene presupponendo che tali tragitti costituiscano dei percorsi "privilegiati". Sulla scelta del giorno (in questo caso l'evento astronomico) lasciamo la parola a Paul Watzlawick:
"Supponiamo che due agenti segreti, impegnati in una missione importantissima, si debbano incontrare, e per qualche ragione conoscano il luogo ma non l'ora dell'incontro. Supponiamo inoltre che sia troppo pericoloso per loro rimanere continuamente nelle vicinanze del luogo per le seguenti ventiquattro ore; come fanno ad incontrarsi? Quale sarà, entrambi dovranno chiedersi, l'ora particolare che l'altro giudicherà che io giudico che lui giudicherà la più ovvia? 
In questo caso la risposta è relativamente semplice. Nel corso della giornata di ventiquattro ore ci sono due ore che si "stagliano" su tutte le altre: mezzo giorno e mezza notte... Se presumiamo inoltre che anche il luogo dell'incontro segreto non sia stato prestabilito il compito degli agenti viene ampliamente più complicato, ma non diventa necessariamente impossibile. Persino in una grande città , e tanto più in una piccola area rurale, ci sono dei punti topografici che letteralmente "vengono alla ribalta" e pertanto si offrono come luoghi d'incontro particolarmente evidenti: un ponte importante, l'edificio più alto, la piazza centrale, sarebbero tutti luoghi probabili.". 

martedì 21 marzo 2017

Quando Collodi scrisse la Dialettica dell'illuminismo - di Emiglino Cicala


Eppure quelle note perfettamente incastonate da Fiorenzo Carpi nella provincia italiana di Comencini se estrapolate dal contesto avulso di Pinocchio rimandano all'incedere del western all'italiana in cui svetterà il più noto Morricone.
Difficile stabile come siano andate le cose perche' sterminata è la produzione di Carpi anche prima del 1972: prima di quel Le avventure di Pinocchio.

Piu' facilmente tracciabile il rapporto tra Collodi e la sua creatura (1881) che difficilmente puo' rimandare ad un piu' metaforico avvento della robotica. Resta il giudizio di valore espresso dalla metamorfosi di una cosa semisenziente in umano (inaugurata ben prima di Collodi) come approccio epistemologico umano al mondo cosale. In fondo l'amore di Geppetto per il proprio burattino non puo' esaurirsi in se stesso (pena il trasformarsi in feticista) e necessita d'una umanizzazione sentimentale e dolorosa.
La cosa si fa umana per piacere agli umani espiando la sua provenienza dall'universo del non vitalistico. 
Come cosa semiumana deve attraversare un inferno di prove che lo rendano non solo un pezzo di carne ma un essere che conosce il peccato e sa starne alla larga. 
E' la Dialettica dell'illuminismo di quel farsi soggetto che trasforma i suoi legami con il mondo naturale in peccati originari cosi' da potersi individualizzare. 
Io penso.

Collodi e un suo collaboratore. Ah no scusate!: Horkheimer e Adorno.

Ma su Pinocchio e sulle sue avventure sono stati versati oceani di parole... mi limiterò a tornare a Fiorenzo Carpi (e a quel capolavoro che è la sua Lucignolo) rispettando il piu' possibile la sua visione di un Lucignolo sceriffo pazzo nel paese dei balocchi.
Questo il mio tributo: