mercoledì 22 marzo 2017

UfoCiclismo: perché praticarlo in concomitanza con eventi astronomici?

Il fine dell'UfoCiclismo è quello di produrre le condizioni per un incontro-contatto (ir3) con forme di vita aliena. 
In mancanza di una comunicazione diretta (mancanza di un linguaggio comune e di un mezzo di comunicazione comune) dobbiamo attingere dalla pragmatica della comunicazione per stabilire il momento che entrambi presupponiamo essere quello giusto per l'incontro. 
Sul luogo l'UfoCiclismo risolve ripercorrendo le ley-line tracciate in cielo dalle aeronavi aliene presupponendo che tali tragitti costituiscano dei percorsi "privilegiati". Sulla scelta del giorno (in questo caso l'evento astronomico) lasciamo la parola a Paul Watzlawick:
"Supponiamo che due agenti segreti, impegnati in una missione importantissima, si debbano incontrare, e per qualche ragione conoscano il luogo ma non l'ora dell'incontro. Supponiamo inoltre che sia troppo pericoloso per loro rimanere continuamente nelle vicinanze del luogo per le seguenti ventiquattro ore; come fanno ad incontrarsi? Quale sarà, entrambi dovranno chiedersi, l'ora particolare che l'altro giudicherà che io giudico che lui giudicherà la più ovvia? 
In questo caso la risposta è relativamente semplice. Nel corso della giornata di ventiquattro ore ci sono due ore che si "stagliano" su tutte le altre: mezzo giorno e mezza notte... Se presumiamo inoltre che anche il luogo dell'incontro segreto non sia stato prestabilito il compito degli agenti viene ampliamente più complicato, ma non diventa necessariamente impossibile. Persino in una grande città , e tanto più in una piccola area rurale, ci sono dei punti topografici che letteralmente "vengono alla ribalta" e pertanto si offrono come luoghi d'incontro particolarmente evidenti: un ponte importante, l'edificio più alto, la piazza centrale, sarebbero tutti luoghi probabili.". 

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